PATOLOGIA VULVO-VESTIBOLARE

La patologia della regione vulvo-vestibolare rappresenta un settore di crescente interesse clinico.

L’esame clinico, ginecologico e dermatologico, di questa regione deve essere pertanto praticato in modo accurato e sistematico anche allo scopo di evidenziare lesioni scarsamente visibili solo a occhio nudo.

Particolare importanza riveste poi l’anamnesi familiare e personale in grado di dare utili informazioni per un’iniziale orientamento diagnostico.

Il sintomo più comune della patologia vulvare è il prurito (es. lichen sclerosus, dermatiti seborroiche e irritativo/allergiche), spesso trascurato nella sua essenza, di cui è indispensabile precisare le caratteristiche (modalità di comparsa, ritmicità, intensità, localizzazione, estensione).

Un altro sintomo frequente è il dolore che può essere associato al bruciore, più o meno intenso.

Questi sintomi/disturbi sono spesso senza una causa apparente come, per esempio, nel caso del dolore vulvare meglio definito come vulvodinia che si caratterizza spesso come sindrome vera e propria coinvolgendo anche la vescica; da valutare attentamente perché frequentemente correlato con lesioni neuritiche (nervo pudendo) a partenza dal rachide lombo-sacrale.

Il dolore vulvare si manifesta quasi sempre sotto forma di dispareunia, un dolore cioè che compare durante il rapporto sessuale e che può portare alla definitiva sospensione dell’attività sessuale, con notevoli riflessi negativi sulla sfera psico-affettiva della coppia.

Infine, va ricordato che alcune patologie vulvari possono determinare sanguinamento nel qual caso vanno ricercate con cura e competenza lesioni quali ragadi, erosioni, ulcere o neoformazioni sanguinanti.

CONSULENZA VULVOLOGICA (esame clinico)

Molto importante, come detto è l’anamnesi personale e familiare (storia clinica).

Si procede poi con l’esame obiettivo: ispezione (pube, pieghe inguinali, grandi labbra, perineo, ano e periano, cappuccio del clitoride, clitoride, piccole labbra, mucose vestibolari con sbocchi ghiandolari e orificio uretrale.

ESAME STRUMENTALE DELLA VULVA (vulvoscopia)

Rappresenta un valido completamento dell’esame clinico. Consiste nell’osservazione della vulva e del vestibolo con un colposcopio a diversi ingrandimenti per definire meglio i caratteri delle lesioni individuate a occhio nudo ed effettuare in modo mirato una biopsia (per l’esame istologico) nei casi dubbi ed escludere così qualsiasi patologia pre-neoplastica o neoplastica.

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