Mammografia 3D: uno standard di qualità per la salute femminile

Fondamentale avanzamento della salute al femminile, lo screening mammografico ha percorso una strada lunga dai tempi della sua prima introduzione negli anni Cinquanta.

Nel corso del tempo, gli sviluppi tecnologici hanno dato luogo ad un miglioramento ininterrotto della qualità delle immagini e al contempo un abbassamento della dose di radiazioni necessarie.[1]

Da un perfezionamento delle tecniche a pellicola alle immagini digitali, ogni accelerazione tecnologica ha significato un numero sempre maggiore di donne in grado di vivere una vita più lunga e in salute.

Lo standard più alto dello screening per il tumore alla mammella è oggi costituito dalla mammografia 3D, nota anche come tomosintesi senologica. Non più orientata alla produzione di due semplici viste della mammella – frontale e laterale, come nella osservazione tradizionale – la mammografia 3D realizza piuttosto una serie di immagini, realizzate muovendo il il corpo della macchina a raggi X attraverso un arco al di sopra della zona del seno; immagini che vengono assemblate con tecnologie digitali, a ricreare una riusltante immagine a tre dimensioni della mammella, che il radiologo può ulteriormente ingrandire nelle zone di possibile interesse.

Questa chiarezza di dettaglio è in sè un vantaggio enorme in termini di diagnosi precoce di insorgenza di tumori.

Chiarezza, flessibilità di osservazione e di dettaglio risultano in una serie di punti di forza insostituibili dello screening mammografico 3D:

1) Un migliore rilevamento di tumori invasivi

Studi recenti dimostrano come la mammografia 3D migliori il rilevamento di tumori al seno rispetto a metodi screening tradizionale in maniera decisiva. Il più vasto tra questi studi è stato pubblicato nel 2014 dal Journal of the American Medical Association. Tra le varie conclusioni, lo studio attesta come l’osservazione con tomosintesi aumenti la rilevazione di tumori invasivi al seno del 41% rispetto alla mammografia digitale tradizionale. [2]

2) Migliore rilevamento dei tumori in casi di tessuto mammario più denso

Lo studio riporta come i miglioramenti più significativi del rilevamento riguardano pazienti con tessuto mammario uniformemente denso [3] – un gruppo identificato come a più alto rischio di tumore al seno. Un conseguimento molto importante, considerato come il tessuto mammario più denso può apparire simile al tessuto cancerogeno dalle immagini di uno screening digitale tradizionale, rendendo più difficile un rilevamento certo. [4] La tomosintesi aumenta l’abilità del radiologo di osservare attorno il tessuto denso la presenza di possibili tumori, che risulterebbero facilmente oscurati in una immagine bidimensionale.

3) Sicura ed efficace

Nel corso di una mammografia 3D le pazienti ricevono una dose minima di radiazioni rispetto allo screening tradizionale. La FDA americana (Food and Drugs Administration agency) ha condotto studi sul fattore radiazioni prima di approvare la diffusione della mammografia 3D, e anzi concludere il suo migliore rapporto rischi-benefici rispetto alla mammografia 2D. [5]

4) Rilevamento precoce = Trattamenti meno invasivi e maggiore possibilità di guarigione

Un tumore rilevato tempestivamente comporta molto spesso un trattamento più efficace e meno invasivo rispetto ai casi di rilevamento tardivo.[6]

Potendo garantire un accertamento migliore, una minore necessità di approfondimenti supplementari e la prospettiva di una possibile terapia meno invasiva e più efficace, la mammografia 3D rappresenta oggi un forte avanzamento sul metodo tradizionale di imaging senologico digitale.

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Note:

[1] Bassett and Gold. “The Evolution of Mammography.” American Journal of Roentgenology. American Roentgen Ray Society, March 1988. Web. 14 July 2017.

[2] Friedewald, et al. “Breast Cancer Screening Using Tomosynthesis in Combination With Digital Mammography.” JAMA. 25 June 2014. Web. 14 July 2017.

[3] Rafferty, et al. “Breast Cancer Screening Using Tomosynthesis and Digital Mammography in Dense and Nondense Breasts.” JAMA. American Medical Association, 26 April 2016. Web. 14 July 2017.

[4] “Breast Density and Breast Cancer Risk.” Komen.org. Susan G Komen, 5 Aug 2011. Web. 14 July 2017.

[5] https://www.fda.gov/ForConsumers/ConsumerUpdates/ucm420463.htm

[6] Duke Medicine. “Less invasive treatment is associated with improved survival in early stage breast cancer.” Science Daily. 28 Jan 2013. Web. 14 July 2017.

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